Istituto Comprensivo N.3 Renazzo

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UN ENTUSIASMANTE VIAGGIO D' ISTRUZIONE A NONANTOLA

gul Il giorno 1^ Febbraio 2018 la mia classe, la 1^ A insieme alla 1^D, siamo andati a visitare l'Abbazia di Nonantola e il Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra.

Siamo partiti da Renazzo accompagnati dalle professoresse Gulinelli, Sambati, Tenace e dal professor Stefanoni

L'autobus ha impiegato circa un'ora per giungere a Nonantola, dove ad attenderci all'interno del museo, c'era la guida Maria Laura.

Dopo una breve presentazione sui ciò che avremmo visto e sperimentato durante la mattinata al Museo, la guida ci ha invitato al silenzio sia per non disturbare coloro che erano all'interno della biblioteca e sia per permettere a tutti di sentire ciò che ci raccontava.

Maria Laura ci ha spiegato il significato del nome del museo:

"Diocesano" perché in esso vengono esposte opere della diocesi (Nonantola - Modena);

"Arte sacra" perché al suo interno custodisce quadri sacri di notevole importanza;

"Benedettino" dal nome dell'ordine dei frati che vivono all'interno dell'Abbazia e seguono la Regola di vita di San Benedetto, copatrono d’ Europa “ora et labora”; la Guida scherzosamente ha aggiunto “et lege”.

Le stanze più importanti che abbiamo visitato sono:                                                                       

  • la sala delle pergamene, al cui interno sono custodite pergamene antiche e in alcuni casi troppo fragili da esporre. Il monaco che si occupava delle pergamene era il pergamenaio.
  • la sala della miniatura, custodisce tre codex (deriva dalla parola latina "caudex" che significa codice). Si stima che i codex prodotti siano 256 ma solo tre risultano presenti nel monastero.

 L'amanuense miniatore si occupava del capolettera, cioè abbelliva la prima lettera con cui cominciava ogni capitolo del codex, decorandola con colori naturali ottenuti mescolando sapientemente l’acqua al sale insieme al pigmento e al collante.

Maria Laura ci ha spiegato che l'amanuense miniatore otteneva il nero adoperando fuliggine; il blu con la polvere di i lapislazzuli; il rosso invece veniva ricavato da un minerale, il minio che appunto dà il nome di “miniatura” alla lettera iniziale lavorata.

Nel primo codex, di contenuto sacro, vengono rappresentati alcuni momenti dell'anno liturgico (Natale, Ultima cena...); la coperta, oggi diciamo “la copertina”, è di argento dorato e rappresenta la Crocifissione.

Nel secondo codex sono rappresentati alcuni santi di Nonantola; “la coperta” è meno decorata ed è realizzata in pelle.

Nel terzo codex è rappresentata una testimonianza della musica gregoriana, realizzata da Papa Gregorio Magno, con la notazione di Neumi e senza pentagramma; la coperta è di legno e avorio.

Ultimata la visita al museo, Maria Laura ci ha portato a visitare gli esterni dell'Abbazia di Nonantola, la cui fondazione risale al 752 ad opera di Anselmo, cognato del re longobardo Astolfo. L’imponente e maestosa costruzione, che ha visto il passaggio di molti importanti personaggi storici come Carlo Magno, attualmente si trova recintata a causa dei lavori di restauro.

Fra i numerosissimi particolari abbiamo notato le formelle sugli stipiti che rappresentano alcuni episodi biblici scolpiti su pietra, due leoni stilofori che rappresentano le due nature di Gesù: quella divina e quella umana.

Poi, attraverso un passaggio secondario, siamo entrati al suo interno e, pur non avendo potuto osservare nei particolari la struttura di stile romanica, Maria Laura ci ha spiegato che la sua costruzione è iniziata a partire dall’VIII° secolo ed è composta di tre navate e dieci piccole finestre.

Passando tra le impalcature ci siamo imbattuti in due restauratori intenti al nel recupero di un importante affresco, danneggiato dal terremoto del 2012. Le impalcature ci hanno permesso di renderci conto delle grandi dimensioni della Abbazia, quale importante riferimento oltre che religioso anche per la vita civile. Successivamente siamo andati a visitare la parte più vecchia e inferiore dell'Abbazia, la Cripta.

Sorretta da numerose colonne, custodisce le reliquie di San Silvestro I° Papa e di Sant'Adriano III° che morì poco distante da Nonantola, a Spilamberto.

Ecco perché Nonantola è da sempre una meta di pellegrinaggi.

La parte più creativa della giornata è stata il laboratorio, durante il quale siamo diventati tanti piccoli amanuensi miniatori, un po’ come quelli che hanno inventato il carattere della “Minuta carolina” in onore appunto di Carlo Magno.

Abbiamo avuto l'opportunità di decorare un “capolettera carolingio” a piacere, che poi abbiamo potuto portare a casa come ricordo alle nostre famiglie dell'esperienza vissuta.

 Poco prima delle 13:00, contenti della originale esperienza, eravamo di nuovo a Renazzo, arricchiti e impreziositi dalle tante cose scoperte, imparate ed importate durante questa “lezione fuori dai banchi” ma in una sorta di “Scriptorium”.

E' stato bello anche passare del tempo con i nostri insegnanti in un ambiente diverso, infatti la professoressa Gulinelli ha realizzato anche lei un capolettera con noi mentre il professore Stefanoni si è preso cura dei nostri elaborati e per evitare che si sciupassero, li ha custoditi all' interno della sua cartellina.

                                                                                  Realizzato da Adele Fezza 1^A

                                                                                              Istituto Comprensivo N°3 Renazzo

 

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